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C'era una volta tanto tempo fa il ducato degli ACQUAVIVA
governato dal Duca RINALDO e madonna ELENA stimati e rispettati da tutti i
sudditi ma non avevano figli e questo li rendeva molto tristi. Anche
nel vicino ducato di Sarnano il Duca FIDESMINO DEI BRUNFORTE e madonna
MARIA erano tristi per lo stesso motivo. Pregavano e facevano azioni buone
tutti i giorni, aiutavano i poveri.
Ma un giorno ... due cicogne trasportarono nella fortezza degli
ACQUAVIVA un bel fagottino rosa che conteneva una bellissima bambina.
Mentre nel castello di SARNANO nel fagottino celeste piangeva e
sgambettava un bel maschietto. Potete immaginare l'immensa felicità che
provarono i genitori nel vedere esaudite le loro
preghiere.
Proclamarono una grande festa e iniziarono i preparativi per il
loro battesimo. Il Duca e la Duchessa degli ACQUAVIVA chiamarono la loro
bellissima bambina FORASTERIA mentre il Duca e la Duchessa di SARNANO
chiamarono il loro bambino RINALDO DEI BRUNFORTE Signore di Sarnano.
Grandi feste nei due castelli che contagiò tutto il
regno.
Il tempo passava e i due bambini crescevano forti sani e belli.
RINALDO DEI BRUNFORTE si allenva con le armi per diventare cavaliere e
aveva scelto come scudiero il suo migliore amico EZZELINO DI RUGGIERO DA
MOGLIANO che lo aiutava e lo seguiva dappertutto. RINALDO da lontano
vedeva FORASTERIA, moltiplicava i suoi sforzi per farsi notare.
Confidandosi con il cuo amico Ezzelino diceva: - com'è bella FORASTERIA,
vorrei tanto che diventasse la mia sposa - ed Ezzelino gli rispondeva: -
Non ti preoccupare, mio signore, vedrai che
succederà.
Dall'altra parte della vallata FORASTERIA passeggiava per i
bellissimi giardini della fortezza degli Acquaviva giocando con i suoi
piccoli amici: scoiattoli, conigli, uccelli... Osservava sempre RINALDO
che si allenava con Ezzelino e rivolgendosi ai suoi piccoli amici disse: -
Com'è bello! Sarei la donna più felice del mondo se potessi sposarlo e
vivere con lui tutta la mia vita.
I due ragazzi ovviamente non sapevano che i loro rispettivi
genitori avevano già pensato di farli conoscere e se si fossero piaciuti
le avrebbero fatti sposare. I giorni passavano velocemente e felicemente,
FORASTERIA continuava a studiare e scrivere lettere d'amore per RINALDO
mentre RINALDO continuava ad allenarsi diventando ogni giorno sempre più
bravo e sospirava d'amore per FORASTERIA.
Ma tutta questa felicità nei regni di ACQUAVIVA e di SARNANO veniva
disturbata dalla strega CIMITERIA che nel suo castello circondata
dall'oscurità e da animali brutti e tristi, attraverso la sfera di
cristallo vedeva tutto. La strega cacciata molti anni prima dai due regni
preparava la sua vendetta.
Quella notte con la sua sfera di cristallo, inquadrò FORASTERIA e
pronunciò questo terribile incantesimo: "Coda di rospo nello scrigno, che
FORASTERIA diventi un cigno" e appena disse queste parole una nuvola
circondò FORASTERIA che si trasformò in un bellissimo cigno e in tutto il
regno si sentì l'agghiacciante risata della strega HAAAAA HA HA
HA!
La risata della strega CIMITERIA fu sentita da tutti gli abitanti
di ACQUAVIVA e anche a SARNANO. Le voci viaggiarono veloci e
immediatamente si seppe che al posto di FORASTERIA fu trovato un cigno
bianco che piangeva. I genitori di FORASTERIA impallidirono e piansero
insieme al cigno che fu portato con tutti gli onori al lago di ACQUAVIVA.
Il cigno piangeva disperato pensando al bel RINALDO DEI BRUNFORTE
che non avrebbe più potuto sposare. "Ah come sono sfortunata!" si
lamentava ed i suoi lamenti richiamarono il suo migliore amico il gabbiano
FLIK.
Il cigno gli chiese: "insieme allo scoiattolo GIOK corri a cercare
RINALDO, digli di scovare la strega e di spezzare
l'incantesimo!" La strega purtroppo aveva ascoltato queste parole, perciò
immediatamente mandò il cavaliere nero MESSER ROCCO nel regno di Sarnano a
sfidare a duello RINALDO.
Quella marrina RINALDO si stava allenando con il suo amico Ezzelino
quando all'improvviso vide una figura, si voltò e chiese "chi è mai".
"Sono il cavaliere nero MESSER ROCCO e sono venuto a sfidarti". I due si
scagliarono tra loro senza tregua.
Le scintille si staccavano dalle spade e la polvere si alzava,
Ezzelino cercava di aiutarlo ma RINALDO preoccupato per lui gli disse:
"Riuscirò a sconfiggerlo da solo". Durante il duello arrivarono FLIK e
GIOK, gli amici di FORASTERIA, e gli urlarono "presto, devi rompere
l'incantesimo che imprigiona FORASTERIA! Corri a
salvarla!"
RINALDO urlò: "ADESSO CAPISCO TUTTO!" e con una mossa che aveva
imparato da suo padre sconfisse il cavaliere nero e lo imbavagliò, poi
comandò ad Ezzelino: "Preparami il cavallo, devo andare a sconfiggere
quella malvagia strega CIMITERIA", il fedele Ezzelino gli rispose "Ti
preparo immediatamente Fulmine, il tuo cavallo più
fidato".
Montò in sella a Fulmine. RINALDO risplendeva, correndo a
perdifiato verso il castello di CIMITERIA. Era furioso, la sua bontà gli
impediva di pensare che una strega potesse far del male ad unacreatura
così dolce e così buona come FORASTERIA. In un battibaleno raggiunse il
buio castello della strega e la chiamò: "Cimiteria, vieni fuori Vecchia
Megera! Ho un conto in sospeso con te!"
CIMITERIA uscì immediatamente, lanciò maledizioni sul cavaliere
nero che non era riuscito nella missione affidatagli. Ingaggiò un
terribile duello con RINALDO scagliandogli fumi fango fuoco, ma RINALDO
con la sua spada rispondeva ad ogni attacco.
La lotta sembrava non finire mai quando all'improvviso un urlo
agghiacciante si sollevò dal castello della strega. RINALDO DEI BRUNFORTE
aveva sconfitto la strega CIMITERIA con la sua lunghissima lancia. Dalla
sfera di cristallo RINALDO vide una grandissima nuvola che avvolgeva il
cigno e poi tutt'a un tratto da questa nuvola uscì FORASTERIA più graziosa
e bella di prima.
Finalmente RINALDO e FORASTERIA si incontrarono. RINALDO fece
salire la sua dolce FORASTERIA su Fulmine e la portò nel castello degli
ACQUAVIVA, dove davanti al padre RINALDO e madonna ELENA la chiese in
moglie. Il Duca e la Duchessa accettarono e i due ragazzi coronarono il
loro sogno d'amore e si abbracciarono commossi.
Per festeggiare il matrimonio fu organizzata una grande cena dentro
la Fortezza, con giochi, trampolieri, mangiafuochi, musiche, danze e
cibarie di ogni tipo, la più patagruelica di tutte e vissero per lunghi
anni felici e contenti con i loro OTTO figli.
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